
Il 20 marzo 2025 raggiunto l'accordo sul rinnovo CCNL Trasporti: previsti aumenti salariali per oltre 120mila lavoratori. Revocato lo sciopero del 1° aprile, ma permangono tensioni con alcuni sindacati minori. Scopri tutte le novità e le prossime tappe del confronto sindacale.
Un accordo atteso da mesi
Il 20 marzo 2025 è stato raggiunto un importante accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) degli autoferrotranvieri-internavigatori, settore Trasporto Pubblico Locale (TPL). Più soldi nelle tasche di oltre 120mila lavoratori, sciopero del 1° aprile annullato, ma tensioni ancora vive con alcuni sindacati minori. Ecco cosa cambia, quando arriveranno i soldi e quali reazioni ha scatenato questo rinnovo.Incrementi salariali e copertura finanziaria
Dopo mesi di intense trattative, finalmente è stato raggiunto un accordo per il rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri-Internavigatori. Questo settore coinvolge lavoratori cruciali per la mobilità pubblica italiana, tra cui autisti, operatori di mezzi pubblici e personale tecnico-operativo delle aziende di trasporto locale.Al centro del dibattito c'è sempre stata la questione economica. L'accordo firmato dal Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi e dai principali sindacati (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl-Fna) prevede incrementi economici significativi per i lavoratori, incluso un bonus una tantum di 500 euro che compenserà il periodo di vuoto contrattuale tra gennaio e dicembre 2024.
La copertura finanziaria per garantire questi aumenti salariali sarà garantita da un decreto legislativo recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 marzo. Questo decreto, modificando la gestione delle accise sui carburanti, assicurerà risorse certe e stabili per tutte le aziende del settore, comprese quelle delle regioni a statuto speciale.
Reazioni contrastanti e scioperi confermati
La firma dell'accordo ha portato anche alla revoca dello sciopero nazionale di 24 ore, che era previsto per il 1° aprile 2025. Questa revoca rappresenta una buona notizia per milioni di cittadini che utilizzano quotidianamente il trasporto pubblico locale per recarsi a lavoro o spostarsi nelle città.Non tutti, però, sono soddisfatti. Sindacati minori come Cobas, ADL Cobas, Cobas Lavoro Privato, SGB e CUB Trasporti hanno ritenuto insufficiente l'accordo raggiunto. Per manifestare il loro dissenso, questi gruppi hanno proclamato uno sciopero nazionale per venerdì 21 marzo 2025. Questa mobilitazione coinvolgerà soprattutto i trasporti pubblici nelle grandi città, rispettando però le fasce di garanzia per limitare i disagi ai cittadini.
Ad esempio, a Milano, gli autobus e le metro ATM si fermeranno dalle 8:45 alle 15 e dalle 18 fino al termine del servizio. A Roma lo sciopero interesserà la rete Atac e alcune linee periferiche private, con il servizio comunque garantito nelle fasce orarie principali.
Benefici immediati per i lavoratori
Passando agli aspetti più concreti, i lavoratori riceveranno presto benefici tangibili. La somma una tantum di 500 euro dovrà essere pagata entro la busta paga di aprile, se non già erogata a febbraio o marzo. Inoltre, dal mese di marzo entreranno in vigore aumenti salariali di 100 euro complessivi, così suddivisi: 60 euro lordi di aumento tabellare e 40 euro lordi di Elemento Distinto della Retribuzione (EDR).Un'altra interessante novità riguarda la possibilità per le aziende di avviare trattative aziendali per definire nuovi orari di lavoro, offrendo incentivi mensili fino a 40 euro. I lavoratori avranno anche la possibilità, dal 1° gennaio 2026, di scegliere se convertire parte di questo incentivo in ulteriori giornate di permesso retribuito.
Prossimi passi e ulteriori trattative
Ma le trattative non finiscono qui. A partire da giugno 2025, infatti, si aprirà un tavolo di confronto più ampio per affrontare una riforma generale del settore TPL. Questo sarà il momento in cui istituzioni e sindacati potranno affrontare questioni cruciali come la sicurezza sul lavoro, il rinnovo del parco mezzi, l'efficienza e il benessere dei lavoratori.L'accordo del 20 marzo rappresenta un passo avanti concreto per la maggioranza dei lavoratori, anche se restano aperte alcune questioni sollevate dai sindacati minori. Il settore dei trasporti locali rimane in fermento, richiedendo dialogo e collaborazione per ulteriori progressi.