
Il prossimo
1° aprile 2025 si preannuncia una giornata di grande mobilitazione per i lavoratori del
trasporto pubblico locale (TPL) in tutta Italia. Le principali organizzazioni sindacali hanno infatti proclamato uno sciopero nazionale della durata di 24 ore, coinvolgendo tutti gli operatori aderenti al
contratto collettivo nazionale degli Autoferrotranvieri Internavigatori (Mobilità TPL). Una scelta decisa e necessaria, maturata dopo mesi di trattative difficili e inconcludenti. L'origine della vertenza risale al
31 dicembre 2023, data di scadenza del contratto nazionale, senza che da allora si sia raggiunto un accordo soddisfacente tra le parti.
Un anno di mobilitazioni senza risposte
Non sono bastate le diverse azioni di sciopero già effettuate nel corso del 2024 (di 4, 8 e poi di 24 ore con manifestazione nazionale a Roma) per convincere le parti datoriali a rispettare le intese preliminari sottoscritte a dicembre. Nonostante l'intervento diretto del
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), che aveva garantito un ruolo di mediazione istituzionale, l’incontro cruciale fissato inizialmente per il
15 gennaio e poi per il
19 febbraio 2025 è stato rinviato a data da destinarsi, creando ulteriore disagio tra i lavoratori. Al centro della protesta rimane quindi la
persistente indisponibilità delle controparti a rispettare gli accordi già sottoscritti.
Un messaggio chiaro alle istituzioni e ai cittadini
Lo sciopero del 1° aprile assume dunque un’importanza strategica significativa: rappresenta un messaggio forte indirizzato sia alle istituzioni che ai cittadini. Non si tratta solo di difendere le giuste rivendicazioni dei lavoratori, ma anche di richiamare l'attenzione sulla necessità di risorse adeguate per il TPL e sulla qualità di un servizio indispensabile per la comunità.
Informazioni ai cittadini
Le strutture sindacali territoriali sono già impegnate nella definizione delle modalità operative dello sciopero e comunicheranno preventivamente i dettagli entro il
21 marzo 2025. Questo consentirà ai cittadini di ricevere informazioni tempestive e chiare circa le modalità e gli orari del servizio garantito, come previsto dalla
legge n° 146 del 1990 e successive modificazioni.